Ripensando agli spostamenti compiuti da James, sviluppando quelli che deve ancora affrontare e considerando l’impatto che in ogni caso lascerà in questi luoghi, mi sono posto la seguente domanda:

Perché viaggiare?

 Ve lo siete mai chiesto? Chiesto sul serio, intendo. Perché da qui a rispondere le solite cose come viaggio per staccare la spina, per mandare tutti a quel paese per qualche giorno o perché sono affetto/a dalla sindrome di wanderlust è un attimo.
È chiaro che viaggiare permette di andare incontro a tutte queste esigenze. Viaggiando ci si allontana inevitabilmente dalla quotidianità, dalle persone noiose e dalle scocciature che ci assillano.
viaggi ci regalano una pausa, un momento solo per noi durante il quale possiamo mettere a riposo la mente tranne che per questioni “serie” come “visitiamo prima il museo o la cattedrale?” o “dove andiamo a cena?”.

La nostra voglia di partire ci porta a scoprire cose nuove, ad aprirci a nuovi volti e nuovi fatti, a tendere le orecchie a una nuova lingua, ad avvolgere le papille attorno a sapori fino a questo momento inediti.
E poi certo, viaggiando ricarichiamo le pile, torniamo come nuovi.

Dobbiamo concederci di partire per ricominciare poi meglio di prima.
Fin qui tutto vero, siamo d’accordo.

Ma ve lo chiedo ancora una volta: cos’è che più di tutto vi spinge ad assecondare la vostra voglia di viaggiare? Com’è che puntualmente cedete alla tentazione di cliccare sul tasto “conferma volo”?

Scusate l’insistenza, ma ho come l’impressione che i motivi sul perché viaggiare individuati fino a qui siano, come dire, quelli di superficie (pur restando comunque validi).

Suonano un po’ come la prima cosa venuta in mente, come una risposta buttata lì senza rifletterci troppo.
Il perché si viaggia è una questione assolutamente personale. Proverò a spiegarvi i miei motivi augurandomi che, scrivendo, io riesca a cogliere e concretizzare l’essenza di un discorso che scava in profondità e che non è semplice sintetizzare a parole.

Viaggio perché a volte ho come la sensazione di essere nato per quello. E se non posso farlo mi sento in gabbia, mi sembra di perdere tempo in cose futili, di trascurare uno dei pochissimi elementi essenziali dai quali deriva la qualità della mia vita.
Non a caso, viaggio perché viaggiare è quello che più di tutto mi fa sentire vivo, autentico, concreto. Ritrovo me stesso viaggiando.
Viaggio perché viaggiare è la cosa per la quale vale sempre la pena. Non si sbaglia mai a viaggiare. Non esistono aerei sbagliati, treni sbagliati, destinazioni sbagliate. Comunque vada, ogni viaggio ci avrà reso indubbiamente più ricchi. E avremo aperto uno spiraglio in più nella nostra mente. E avremo anche riempito i nostri occhi di qualcosa di insolito che, dopo averne fatto esperienza, resterà per sempre nostro pur avendolo conosciuto a chilometri di distanza.
Viaggio perché sono naturalmente curioso. E viaggiando mi sembra di trovare molte più risposte alle mie domande che non restando a casa. E perché amo meravigliarmi per qualsiasi cosa io veda, da quella più banale a quella più insolita.
E il tempo che trascorro in viaggio lo passo sorridendo. E stando bene, come in nessun altro momento. È per questo che dovrei farlo spesso.

Tutti dovrebbero farlo spesso. Anzi, dovrebbe diventare una terapia prescrivibile, il viaggio. Così non si avrebbero più scuse per non partire.
Non bisognerebbe mai smettere di viaggiare. Per quanto sia importante saper viaggiare anche solo con la mente questo non può sempre bastare. La mente non può fare sempre tutto da sola, non può essere una supplente a tempo indeterminato.
Non lo so se ho reso l’idea. Chissà, forse vi riconoscete in tanti nei miei motivi in risposta alla domanda sul perché viaggiare. E se non vi siete riconosciuti raccontatemi pure quali sono i vostri motivi nei commenti.

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