Oggi mi sento di analizzare con voi un lato della personalità di James che molti hanno riscontrato e giudicato con opinioni anche molto diverse fra loro. Questo mi ha fatto pensare per cui eccomi qua a scrivere. Devo dire che è bello confrontarsi con idee diverse da quella propria, un’occasione in più per comprendere l’altro e crescere di conseguenza.

“La timidezza è una condizione strana dell’anima, una categoria, una dimensione che si apre la solitudine.”

Cit. Pablo Neruda

Essere timido non vuol dire avere un difetto né ostentare una virtù. Semplicemente si tratta di una caratteristica della personalità che dipende dal temperamento e dal tipo di esperienze vissute. Nonostante ciò, molti vedono la timidezza come un problema da estirpare alla radice senza altre alternative.

È vero che chi è timido ha molti limiti nei diversi contesti sociali. Non gli è facile rompere il ghiaccio ed iniziare una conversazione e non si trova a suo agio parlando di se stesso; questo si può ripercuotere negativamente sulle sue relazioni con gli altri, non c’è dubbio.

La timidezza nasce dalla mancanza di sicurezza in se stessi, dalla sensazione di non meritare l’attenzione o la considerazione degli altri oppure di non avere il diritto di essere riconosciuto. In questo modo, il timido si vergogna di se stesso e dà troppo valore all’opinione altrui.

Tuttavia, questo non significa in alcun modo che chi è timido è condannato a fallire. Non destreggiarsi con disinvoltura nelle relazioni sociali non ha niente a che vedere con il successo in ambito intellettuale, lavorativo o affettivo. Di fatto, ci sono occasioni nelle quali essere timido rappresenta un vantaggio, lasciatevelo dire da diversi personaggi storici che hanno ottenuto grandi successi nonostante la loro timidezza.

Ci sono timidi e timidi.

A volte si pensa che essere timido equivalga ad essere introverso, ma non è così. La persona introversa semplicemente gode della solitudine e non è a proprio agio nelle situazioni sociali. Tuttavia, al tempo stesso, non dà peso alle opinioni altrui e non ha paura di esprimere le proprie.

Il timido, invece, si riempie di nervosismo e molte volte vorrebbe esporsi di più, ma non ci riesce. Il suo sentimento di vergogna personale è così forte da fargli vivere come un’impertinenza qualsiasi cosa faccia o dica in presenza di altre persone.

I vantaggi di essere timido

Così come la timidezza origina tragedie, in molte occasioni costituisce anche un meccanismo di preservazione. In natura gli esemplari più coraggiosi e temerari ottengono le prede e i compagni migliori. Tuttavia, sono anche quelli che muoiono prima e che in vita soffrono le ferite più atroci.

Il timido si vede obbligato a sviluppare grande destrezza per compensare la sue mancate abilità sociali. Per esempio, di solito sono persone che ripensano più volte a quanto detto e sentito. Questo le porta ad avere una memoria migliore e maggiore capacità linguistica, anche se in genere la esprimono meglio per iscritto che oralmente.

Il timido, inoltre, è solito fare tutto in modo molto metodico e con maggiore concentrazione rispetto agli altri. Si sente così insicuro del risultato delle sue azioni e dei suoi lavori da pianificarli ed eseguirli con estrema cura. Per questo motivo, normalmente sono ottimi esecutori delle attività che non richiedono un esatto limite di tempo.

In ogni caso, se essere timido limita severamente la propria esistenza, non può essere certo visto come un vantaggio. In questi casi, infatti, si verifica un’inutile sofferenza che sfocia in fobia sociale. Ci sono molti trattamenti efficaci per superare la timidezza che vale la pena seguire quando questa è sinonimo di infelicità.

Questo è un aspetto che ovviamente muterà in James, ma per scoprire che direzione prenderà non dovete fare altro che restare sintonizzati!

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