La frase di Nietzsche presente nel titolo non ha bisogno di alcun commento.

E’ così, punto.

Oggi mi sento finalmente pronto per affrontare con voi un argomento molto importante per me: la musica.
Condividere le mie emozioni, i miei pensieri al riguardo non è affatto semplice.
Certo, attraverso James possiamo dire che in qualche modo già l’ho fatto, ma non in maniera così esplicita.
La musica è parte integrante della nostra vita, questo è un dato di fatto.
Ce la portiamo in tasca, compone i nostri ricordi e fa da colonna sonora a matrimoni, funerali e primi baci o a qualsiasi momento che per qualche strana ragione la nostra mentre cataloga come importante.
Ma ha un effetto ancor maggiore di quello che potremmo immaginare: dà sollievo allo stress e alla depressione, ci aiuta a legare con gli altri e aumenta il nostro quoziente di intelligenza.

Conosciamo infatti da molti anni il potere della musica di far vibrare le corde dell’anima, scatenando emozioni. La musica può motivare, creare entusiasmo, alleviare la solitudine, indurre la calma, portare gioia e serenità, altre volte alcuni suoni possono indurre ansia, angoscia.

La musica è strettamente legata alle origini dell’uomo. Non è solo un’attività artistica è soprattutto una forma di comunicazione eccezionale con un significato biologico.

Non solo le pietre… Qual è il potere magico della musica?

Premesso che ogni genere di musica non presenta lo stesso effetto semplicistico su tutti, poiché dipende sia dai gusti personali, dall’esperienza e anche dal grado di erudizione in materia (studi americani di fatto dimostrano che i professionisti della musica ascoltano in modo diverso rispetto ai semplici appassionati. I primi hanno un approccio analitico, i secondi emotivo).

L’arte dei suoni non rilassa tutti allo stesso modo ma ha comunque degli effetti su qualunque essere umano.

Un’altra rivelazione scientifica conferma un fatto che si è sempre dato per scontato. Per viaggiare nel tempo, uno dei biglietti preferiti che si utilizza è la musica, soprattutto quando si vogliono evocare i ricordi dell’adolescenza, una delle fasi che segnano di più la vita di una persona. Secondo i dati pubblicati da Krumhansl & Zupnick, ascoltare canzoni della propria adolescenza trasporta nel tempo in maniera istantanea. Non c’è bisogno di ascoltare la propria musica preferita per iniziare questo viaggio nella memoria, bensì è sufficiente ascoltare le note di una qualche canzone che si associa a quella fase della vita.

E quindi spero mi capirete quando affermo che senza muscia non ci sarebbe vita. Per me è diventata una costante, un nutrimento essienzale senza il quale mi sento perso. Nei momenti gioiosi, così come in quelli più bui, la musica è sempre lì ad accompagnarmi come fosse un angelo custode.

Poi potremmo anche parlare della magia del silenzio, ma non adesso.

Pertanto, godetevi e traete profitto dal potente effetto della musica

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