Come si può intuire dal titolo, James Biancospino – Ritorno Oscuro, è quasi per certo il capitolo più introspettivo ed emotivamente intenso della saga. Uno di quei periodi bui dove non si arriva a scorgere la famosa luce in fondo al tunnel.

Oggi vorrei parlare proprio di questo, alzi la mano chi di voi non ha mai vissuto un periodo decisamente NO.

L’espressione “toccare il fondo” è molto suggestiva, ma non è realistica e rischia di essere un ostacolo ai fini della “risalita”. Certo, la vita può mettere di fronte a situazioni durissime e drammatiche, che possono portare a pensare di essere arrivati al limite estremo. Ma non è così. La verità è che “toccare il fondo” è un concetto relativo ed esprime una condizione individuale in un momento contingente.
La situazione affettiva ed economica, lo stato di salute, la presenza o l’assenza di una rete di relazioni, l’attitudine personale sono tutte variabili che influenzano la percezione degli eventi e portano a viverli in maniera diversa e a risentire dei loro effetti in modo differente.

Riconoscere la “relatività” dell’idea di toccare il fondo non vuol dire sminuire la situazione, ma vederla in maniera “oggettiva” e “realistica”. E questo approccio è fondamentale per evitare di restare bloccati o di scivolare ancora più in basso.
L’azione di contestualizzare la situazione nel qui e ora serve a distinguere tra ciò che è e ciò che si pensa che sia o potrebbe essere, permettendo di liberarsi dalla zavorra dei pensieri limitanti e irrazionali e di concentrarsi sulla realtà. Questo processo porta a due, fondamentali consapevolezze. La prima è che non ci si trova nel punto più basso della propria vita, ma in un qualche punto. E la seconda è che si ha il potere e la responsabilità di agire.

La decisione di “essere” e di “fare” per quanto è nelle proprie possibilità permette di rialzarsi. D’altra parte, può risultare molto difficile o impossibile da prendere, lasciando bloccati nel buco nero di sconforto e sofferenza in cui si è finiti o (addirittura) facendo affossare sempre di più nella disperazione e nel dolore. E purtroppo, il fondo non esiste, ma è un limite che si sposta sempre con il deteriorarsi e il peggiorare della condizione contingente.


In che modo è possibile (re)agire e (ri)cominciare a vivere dopo essere stati messi duramente alla prova? Senza dubbio, il primo e cruciale passo è liberarsi della paura. Nella sua condizione primaria, la paura è una risposta focalizzata a una minaccia e ha un valore molto importante ai fini della conservazione e della sopravvivenza. Ma quando diventa preoccupazione o ansia per qualcosa di indefinito e irrazionale, si trasforma in un ostacolo all’esistenza.
Superare la paura del futuro e dell’ignoto permette di eliminare i falsi problemi, le credenze negative e i pensieri depotenzianti, consente di focalizzarsi su se stessi e la realtà e in definitiva permette di stabilire obiettivi reali ed efficaci per reagire alla situazione e superare le difficoltà pratiche ed emotive che porta con sé. Avere una visione chiara di se stessi nel qui e ora è fondamentale per costruire la propria “visione” e definire una strategia vincente ed è la chiave per rialzarsi e non restare bloccati o lasciarsi andare.


Secondo voi James riuscirà a rialzare la testa e riemergere così dall’oscurità?

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